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domenica 9 febbraio 2014

CARL GUSTAV JUNG E L'ASTROLOGIA UMANISTICA


" Diventare sè stessi significa non arroccarsi nella propria identità egoica, ma aprirsi al Sè, ossia a quell'altro da noi che è dentro di noi". Jung , medico e psichiatra di origine svizzera, ritiene che lo scopo fondamentale dell'esistenza umana consista nell'individuarsi cioè nello scoprire chi siamo veramente ricomponendo le varie parti di un puzzle con quei pezzi che spesso nella prima parte della vita lasciamo fuori dalla nostra coscienza.
A tale scopo l'astrologia umanistica e il tema natale risultano essere uno strumento utilissimo al fine di mettere in luce il potenziale nascosto in ognuno di noi. Jung si interessava di astrologia senza dare spiegazioni di tipo scientifico a nostro avviso non soddisfacenti, ma basandosi unicamente sulla cosiddetta "sincronicità" degli eventi. Non esiste o perlomeno non è dimostrabile un rapporto di causa/effetto tra i movimenti degli astri e la vita umana, ma semplicemente tali movimenti rispecchiano qualcosa che si muove anche dentro di noi creature terrestri. Scriveva Jung " Nell'astrologia c'è molta conoscenza proiettata nei cieli". Non giunse mai ad una spiegazione definitiva del perchè l'astrologia funzionasse e umilmente affermò "L'astrologia sembra richiedere varie ipotesi ed io non sono in grado di dichiararmi per l'una o per l'altra . Bisognerà rifugiarsi in una spiegazione mista visto che la natura non si preoccupa della pulizia dei nostri concetti intellettuali".
Se è vero che Jung si è occupato molto di astrologia è vero anche che l'astrologia umanistica deve molto a lui e alla sua teoria degli archetipi. L'archetipo è una rappresentazione originaria di una struttura psichica frutto di tutte le esperienze primordiali dell'umanità presente in tutte le culture e in tutte le epoche storiche. Non è possibile attraverso la ragione entrare in contatto con l'archetipo, ma esso si percepisce soltanto tramite i simboli come i sogni, i miti, le fiabe, le opere d'arte, le visioni degli psicotici.
I principali archetipi junghiani sono la madre, il senex, il puer, l'ombra, la persona, l'anima, l'animus, il Sè.
Riconducendo tali principi al nostro linguaggio astrologico essi corrispondono alle simbologie planetarie contenute nel tema natale.
La madre è ovviamente la Luna e simboleggia il prototipo di madre assimilato dal bambino, l'immagine primordiale che si manifesterà a seconda degli aspetti come nutrimento, fecondità oppure come "strega" e "madre terribile".
Il Puer aeternus è mercurio l'eterno adolescente brillante e pieno di energia creativa, che ha come lato "ombra" l'incapacità di assumersi responsabilità e la superficialità.
Liz Greene psicoterapeuta e studiosa di astrologia umanistica identifica anche Giove/Zeus nell'archetipo del puer aeternus specialmente quando nel tema natale c'è una dialettica giove/saturno.
Per noi Giove è un ponte che permette all'io di cominciare ad espandersi oltre i limiti della coscienza ben delimitata dai confini di Saturno, è un principio di espansione che subentra in età post adolescenziale.
Il Senex altro archetipo junghiano è molto ben assimilabile  a Saturno principio di restrizione, assunzione di responsabilità, stabilità, saggezza. Nel lato ombra Saturno può diventare una prigione rigida a causa di eccessivo tradizionalismo, attaccamento al passato, incapacità di adattamento, autoritarismo.
L'Animus è il Sole e  Marte come componenti maschili dell'inconscio femminile, che compaiono spesso nei sogni come personaggi maschili. Nelle donne Sole e Marte vengono spesso proiettati sul partner specie nella prima parte della vita.
L'Anima è la Luna e Venere ovvero la parte inconscia femminile della psiche dell'uomo. Nei sogni si presenta come figura femminile spesso seduttiva e rappresenta la funzione relazionale che influisce sul modo di rapportarsi alle donne. Anche in questo caso l'Anima è proiettata spesso su figure femminili di riferimento.
La "Persona" astrologicamente parlando è assimilabile all'ascendente ovvero "la maschera" indossata per presentarsi al mondo. Quando abbiamo nel tema  Saturno sull'ascendente o in prima casa spesso questa maschera si identifica in un ruolo sociale rigido che contrasta con l'esigenza di sviluppo psicologico.
L'Ombra in astrologia è Plutone il dio degli inferi, che gli umani non potevano vedere. In essa si trovano tutti gli istinti , le inclinazioni,i comportamenti inaccettabili per l'io che pongono un dilemma morale. Nei sogni l'ombra spesso si presenta come un soggetto dello stesso sesso del sognatore. L'incontro con la propria ombra che in genere coincide con i transiti di Plutone implica una crescita nel processo di evoluzione psicologica.
L'ultimo archetipo è il Sè che noi identifichiamo in Nettuno inteso come totalità della psiche, mare aperto in cui è immerso il minuscolo atollo dell'io (la coscienza individuale). Attraverso Nettuno e i suoi transiti possiamo riconnetterci alla totalità della vita dalla quale siamo emersi e alla quale torneremo al momento in cui abbandoneremo il nostro involucro fisico.
Il simbolo che più spesso troviamo riferito al Sè è il Mandala ovvero un cerchio che rappresenta la totalità della psiche: anche il nostro tema natale è un cerchio e può essere considerato il nostro Mandala che può aiutarci per il tramite di chi lo sa interpretare a mettere ordine nel caos interiore.
Il Sè è fuori dallo spazio e dal tempo, nonchè sganciato dalla individualità: la dimensione spazio temporale esiste solo nell'ambito della nostra coscienza. Saturno sicuramente rappresenta il passato e ciò che è stato costruito su solide fondamenta, Urano è invece il presente e il futuro ciò che di nuovo deve arrivare. Nessuna struttura può sopravvivere in eterno dato che la vita è in continua trasformazione. Attraverso le illuminazioni di Urano l'uomo e la società progrediscono; Urano governa l'acquario segno d'aria e ha il compito di rinnovare la nostra società. Nel singolo individuo i transiti di Urano sono fondamentali per portare alla luce le parti di sè che sono state rinnegate dall'io e per individuarsi . E' l'ultimo pianeta riferibile all'inconscio individuale e rappresenta un confine ulteriore oltrepassato il quale ci troviamo di fronte all'inconscio collettivo.
Secondo Jung l'inconscio collettivo riferibile a Nettuno e Plutone comprende le esperienze di tutte le generazioni passate a partire dai primordi dell'umanità. Esso è impersonale e universale fatto di immagini che appartengono alle culture di tutti i popoli. Tali immagini sono espresse molto bene attraverso il linguaggio dei miti e delle fiabe; per questo motivo quando ascoltiamo queste storie la nostra attenzione viene letteralmente rapita come se accedessimo ad una dimensione sconosciuta, ma familiare al tempo stesso. Come dice infatti il teologo Vito Mancuso, " il mito è più vero della storia. Ciò che è storico è realmente accaduto una volta, ciò che è mitico accade realmente ogni giorno".




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